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Regione al palo, poche iniziative, molta propaganda. |
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La Giunta Regionale è in evidente difficoltà e solo una comunicazione istituzionale trasformata in continua propaganda consente al Governatore delle Marche di coprire le tensioni interne alla maggioranza prima fra tutte, l’evidente contrasto tra il segretario regionale del PD Ucchielli e il Governatore Spacca.
Contrasto che trova la sua ragion d’essere nella prossima candidatura alla guida della Regione che entrambi intendono assicurarsi. La difficile crisi economica che richiederebbe il massimo senso di responsabilità è al contrario l’occasione per i vertici politici istituzionali della maggioranza di centro sinistra per rendere sempre piu’ difficile l’operato della Giunta. In merito recentemente sono avvenuti due fatti abbastanza significativi.
Primo: il Presidente Spacca sostituisce, avocando a sé le deleghe al turismo, l’assessore in carica Serenella Moroder che, pur in presenza di un programma da sempre inadeguato e senza una vera strategia e cabina di regia, con sovrapposizioni istituzionali spesso costose ed inefficienti ( in particolar modo l’attività inconcludente delle Province) aveva cercato di dare “voce” al comparto.
E dire che Spacca afferma:” il turismo è il vero petrolio del nostro Paese”. Secondo poi il progetto nell’ambito del diritto allo studio universitario che prevedeva un unico Ente mediante l’accorpamento dei 4 Ersu esistenti; progetto di cui l’approvazione viene rinviata e accantonata dopo ampie accuse e discussioni tra la maggioranza che fa mancare il numero legale in Aula Consiliare ( fatto istituzionalmente molto grave) e che costringe il Governatore a soprassedere consentendo la continuità delle 4 realtà esistenti. Naturalmente il tutto impedendo una riforma che avrebbe consentito una gestione più razionale ed efficiente e meno costosa dell’attuale.
La comunità marchigiana merita maggiore rispetto e considerazione ed è indispensabile più che mai, nei drammatici tempi che il Paese sta vivendo, unire, pur nel rispetto dei ruoli, tutte le forze in grado di dare un fattivo contributo di idee, proposte e collaborazione costruttiva per ridurre prima e superare poi gli effetti negativi della crisi in atto.
Ancona lì, 17 maggio 2012
Giacomo Bugaro |
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BUGARO E LA POLITICA CHE VERRA' |
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Rispetto alle ipotesi giornalistiche apparse sulla stampa circa un mio interesse per il progetto di Italia Futura legato al Dottor Montezemolo, intendo precisare che il sottoscritto è sempre stato persona coerente con i propri elettori dai quali ha ricevuto sempre ampio ed impegnativo consenso attorno ai valori e ai programmi che stanno alla base del mio impegno pubblico. In questa fase complessa non si tratta di abbandonare la nave, tutt’altro, si tratta di aggregare quanto più possibile persone di buonsenso che amano l’ Italia e il suo futuro, che condividano i medesimi valori di riferimento mirabilmente espressi nello statuto del Partito Popolare Europeo e che sono prodromi dei programmi che necessitano ora per far uscire il Paese dalla grave crisi culturale ed economica che sta vivendo.
Le riforme evocate sin dal ’94, quelle necessarie per avere uno Stato snello ed efficace come i tempi moderni impongono, quindi un assetto istituzionale non più ingessato su due camere, con la riduzione del numero dei parlamentari, una legge elettorale che ridia capacità di scelta ai cittadini, forte riduzione dei costi della politica, una organizzazione dell’articolazione dello Stato efficace ed efficiente, temi che da oltre trent’anni caratterizzano il dibattito politico senza trovare però, per note resistenze, adeguate soluzioni. Coloro i quali vengono da una cultura cattolica- liberale e quella dell’umanesimo laico improntata all’efficienza e alla solidarietà, moderati nell’essere, non possono non mettersi insieme per il rilancio dell’ Italia, ponendosi come alternativa rispetto a tutti coloro che credono che lo Stato venga prima della persona.
Il PdL ha nella sua Carta dei Valori tutto ciò; ma le difficoltà che oggi attraversa possono essere superate migliorando il lavoro da fare nel territorio, rinnovando la classe dirigente anche in termini generazionali ed attivando un processo democratico ampio e partecipato di buona politica in sintonia con il nostro elettorato di riferimento.
Sono convinto che non possiamo assistere ancora alla attuale situazione che riscontro quotidianamente: i nostri elettori o ex elettori chiedono qual è la strategia del PDL e vi assicuro che non è facile rispondere o farmi comprendere. è anche vero che nel recente passato molte delle cose auspicate sono state disattese e la linea politica si è troppo spesso caratterizzata con eccessi tipici di un modo di interpretare la politica che mira più ad essere testimonianza, tipico di chi è abituato a posizioni minoritarie e di opposizione, che sono l’esatto contrario della vocazione governativa e riformatrice con cui, su spinta del Presidente Berlusconi, Forza Italia prima e il PdL poi sono nati.
Nutrendo stima per Alfano e coltivando con lui e con i quarantenni di capacità ad iniziare in primis con Lupi un rapporto di collaborazione, mi auguro che subito dopo i ballottaggi, a prescindere da quale sia l’ esito, si apra davvero il cantiere dei moderati che sappia dare concrete speranza alle ansie, ai bisogni, alle aspirazioni di un popolo oggi in difficoltà come quello italiano e in ciò sappia, ponendosi in netta antitesi alla politica delle consorteria, offrire assieme a tutti coloro che condividono, compreso Montezemolo (se deciderà di farsi soggetto politico), una idea di rilancio del Paese.
Giacomo Bugaro
Giacomo Bugaro dimostra di essere politico navigato e in un momento come questo, dove la bussola non serve e bisogna veleggiare a vista, il votatùsimo consigliere regionale punta sulla concretezza che gli viene dal consenso ottenuto. Rispetto alla provocazione giornalistica che abbozzava scenari non.... futuribili ma molto concreti sull'impatto di Italia Futura in città, costruisce una replica politicamente corretta dove non manca anche un qualche richiamo nei confronti di Montezemolo che ancora, in effetti, non ha svelato le sue carte. Come ha anticipato il Carlino. Andrea Brusa - Il Resto del Carlino 15 maggio 2012. |
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Sanità: i nodi vengono al pettine. |
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Le falsità propagandistiche sulla positiva realtà della Sanità marchigiana, che la Regione Marche ha continuamente raccontato in ogni sede e comunicato sulla stampa e sui media, nascondono una verità completamente diversa. La bella favola del Sistema Sanitario marchigiano al quale il Ministero della Salute assegna uno “status di eccellenza”, non ha alcun fondamento di verità in quanto il Ministero basa le sue valutazioni sui dati che la Regione stessa gli fornisce.
Primo nodo fra tutti, il Polo Ospedaliero di Torrette che, contrariamente a quanto sempre sostenuto strumentalmente dalla Giunta, è al collasso non riuscendo a far fronte alle richieste di coloro che ad esso si rivolgono per le dovute cure. Infatti “dulcis in fundo” viene ripresa la proposta da noi sostenuta fin dalla chiusura dell’Ospedale Umberto I, ma sempre fortemente osteggiata dalla Regione, di riportare al centro della città un Pronto Soccorso per codici bianchi e verdi; una clamorosa marcia indietro dunque, a dimostrazione del grave disagio sostenuto dai pazienti per molti anni.
Altro nodo non risolto ed affrontato nel peggiore dei modi è quello del Centro Unico di Prenotazione (CUP), affidato nella sua gestione, sostenendo costi milionari, ad una cooperativa (non è in discussione la formula della cooperazione ma l’estrema delicatezza tecnica del sistema che impone in materia di organizzazione informatica, in particolare nella sanità, puntualità, rapidità e precisione, caratteri questi che possono essere assicurati solo da una forte professionalità), che sino al momento in cui ha ottenuto l’appalto si era occupata prevalentemente di attività inerenti la manutenzione di spazi pubblici.
Altro gravissimo errore è costituito dal progetto, che la Regione Marche da tempo persegue ed intende realizzare:la fusione dell’INRCA con il cosiddetto Ospedale di Rete, da ubicare nella zona sud di Ancona (Aspio), progetto che decreterà definitivamente la fine dell’Ente, come Istituto Nazionale di Ricerca.
I costi della sanità marchigiana negli ultimi 20 anni hanno avuto un’accelerazione ingiustificata, dovuta ad una gestione complessivamente inefficiente, sprecona e confusa e questi esempi ne costituiscono una ulteriore prova. Ma i danni provocati dalla Regione Marche alla sanità anconetana in particolare, possono essere paragonati ad un vero e proprio “tsunami”, mostrando così una totale irriconoscenza alla generosità della città di Ancona che in un recente passato ha contribuito a coprire parte del deficit sanitario regionale a livello gestionale di spesa corrente, con oltre 60 milioni di euro, ottenuti dalla vendita patrimoniale dell’Umberto I.
Ancona, 16 maggio 2012
Giacomo Bugaro . |
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ANCONA: IMU CARA A CAUSA DEI CONTI E DELLE GESTIONI DISSENNATE DEL COMUNE. |
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Ancona e i suoi cittadini subiranno una vera e propria stangata dall’ IMU esclusivamente per la precarietà dei conti ovvero del debito accumulato dal Comune.
Immagino i più faziosi controbattere alla mia affermazione bollandola come perniciosa per un esponente del PdL posto che la tassa è stata votata dal mio partito in Parlamento (assieme anche al PD e all’ UDC è bene ricordarlo). Ma la verità è che proprio il mio partito si è battuto, riuscendo nell’ intento, primo a far rateizzare il pagamento dell’ IMU e poi a far introdurre tutta una serie significativa di deduzioni la cui applicazione è delegata ai Sindaci. Ebbene qualora un Comune avesse i conti in ordine, e ve ne sono tanti fortunatamente (di ogni colore politico per giusta obbiettività), potrebbe introdurre nell’ applicazione dell’ IMU regole tali da renderla praticamente pari a zero, almeno per la prima casa.
Purtroppo ad Ancona tutto ciò non solo è impossibile, ma addirittura il carico impositivo di applicazione IMU sarà un vero salasso per cittadini ed imprese proprio perché a causa delle ormai ben note gestioni allegre e dissennate, il Comune ha accumulato centinaia di milioni di euro di debiti, sempre crescenti e che destano anche profonda preoccupazione. Ora non vorremo che in una delle sue note uscite infelici Gramillano tenti di scaricare (come ha già fatto impropriamente Monti) le cause dei conti in rosso, sui suoi predecessori perché lo avverto, erano tutti del PCI/PDS/DS/PD, quindi si assuma la responsabilità grave di non aver tentato di far nulla o proprio nulla in questi ultimi anni per contenere il debito comunale sempre più sotto livelli di assoluta guardia.
E dire che una strada nel 2009, nell’ esclusivo interesse della città, l’avevo indicata allo sventurato primo cittadino appena insediatosi: ristrutturazione del debito a lungo periodo, vendita del patrimonio disponibile, varianti dei contenitori “abbandonati” e relativa riscossione degli oneri, accorpamento e razionalizzazione delle controllate.
Di tutto ciò, nemmeno l’ombra e oggi gli anconetani, non per causa di Berlusconi o Monti, saranno più poveri. Complimenti a questo Sindaco a chi lo sostiene, le sue performance sono da applauso.
Ancona, 12 maggio ’12
Giacomo Bugaro
(vice Pres. Assemblea Marche) |
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