ANCONA: situazione comunale critica, iniziare a pensare ad un “Progetto Ancona”.
 
ANCONA: situazione comunale critica, iniziare a pensare ad un “Progetto Ancona”. PDF Stampa E-mail

Il Consiglio comunale di ieri ha, ancora una volta, palesato lo stato di profonda difficoltà in cui versa l’ Amministrazione Gramillano, stretta nella micidiale morsa dell’ incapacità amministrativa e della mancanza di idee operative.
Il nuovo caso Ambrogini, sollevato dai colleghi, mostra i contorni di un fare politica sbagliato e lontano dal sentire comune e seguendo strade già percorse nel recente passato, ritengo ci siano tutti i presupposti per chiedere il licenziamento dell’ Assessore, sempre che questi dimostri davvero di “non essere un alieno” (sono parole sue), comprenda la grave inopportunità commessa dal “suo” assessorato e si dimetta da solo, prima della sfiducia.

Ma al di là delle vicende che si susseguono con drammatica periodicità che vanno dai concorsi dubbi, alle assunzioni facili, dai lavori concessi ai familiari alle appartenenze particolari, ciò che non va e che invece necessita di uno scatto deciso, è la guida generale della città.
Per questa ragione è necessario iniziare a pensare ad un “Progetto Ancona”, una base programmatica composta di pochi, qualificanti punti, attorno ai quali fare un appello alle forze non solo politiche, ma anche della società civile per la rinascita e la ripresa della città, persuasi che Gramillano non potrà, ne oggi ne mai, saper guidare Ancona con dinamismo, autorevolezza e capacità politica.
L’appello che lanceremo dovrà essere necessariamente “laico”, cioè non limitato nel senso stretto di appartenenza partititica ovvero di coalizione, ma aperto alla collaborazione, nessuno escluso, di coloro che hanno a cuore il futuro della nostra comunità e che si riconoscano appunto nel “Progetto Ancona”. Il tutto con buona pace di chi, come il PD di Sturani – Gramillano, continua pervicacemente ad interpretare la parte più conservatrice e immobilista della politica cittadina, continuando a creare nocumento grave agli interessi diffusi di una città che assiste ormai attonita, quasi assuefatta, ad un modo di gestire assolutamente inadeguato al suo ruolo di capoluogo di regione.
Ancona, 6 luglio ’10

Giacomo Bugaro
V. Presidente dell’ Assemblea regionale

 

 

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